lunedì 20 luglio 2015

Ma continuiamo a camminare

 

AMALIA BAUTISTA

ANDATA E RITORNO

Quando andiamo incontro all'amore
andiamo tutti bruciando.
Abbiamo papaveri sulle labbra
e una scintilla di fuoco negli occhi.
Sentiamo il sangue
pulsare nelle tempie, nell’inguine, nei polsi.
Doniamo e riceviamo rose rosse
e rosso è lo specchio della stanza in penombra.

Quando ce ne andiamo dall’amore, appassiti,
respinti, colpevoli
o soltanto assurdi,
ritorniamo più pallidi, più freddi.
Con gli occhi sbarrati, più capelli bianchi
e i globuli bianchi alle stelle,
siamo uno scheletro e la sua sconfitta.

Ma continuiamo a camminare.

(da Tres deseos, 2006)

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“Perdere l'amore quando si fa sera, quando sopra il viso c'è una ruga che non c'era” cantava Massimo Ranieri in un lontano Festival di Sanremo di fine Anni ‘80: la poetessa spagnola Amalia Bautista (Madrid, 1962) fotografa questa condizione nella seconda strofa di questa poesia: una donna – o un uomo – che somatizza questa sconfitta amorosa. Il contrasto con la prima parte, con l’innamoramento, è evidente: i papaveri appassiscono, il battere del cuore si è rallentato, l’ardore si è trasformato in freddo. Ma si continua a vivere.

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Ortiz

OMAR ORTIZ, “EL MURO DE SANDORFI”, PART.

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LA FRASE DEL GIORNO
Non c’è sentimento più mercuriale d’un amore che nasce, nessuno più saturnino d’un amore che muore
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GESUALDO BUFALINO, Il malpensante

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