giovedì 16 luglio 2015

La bella romana

 

VINCENZO CARDARELLI

INCONTRO IN CIRCOLARE

Alta, bruna, fiancuta,
sotto un soprabito disadorno,
la bella ragazza confusa
nella misera folla
d’una vettura circolare interna,
pareva sorda a ogni affanno.
Ferma sul corridoio, un po’ appartata,
le sue gambe di statua
sostenevano gli urti
come solido ponte un fiume in piena.
Non gloria in lei spirava,
non frenesia di vita o giovinezza,
ma una decisa e forte indifferenza
luceva nei suoi occhi assorti e aguzzi.
Era di quelle
romane bellezze
che son rare anche a Roma,
dove mai non s’incontrano
senza un muto stupore.
Era un grande segreto
della vita di Roma
che m’appariva in luogo men propizio,
nella forma più degna.
Donde veniva, ove andava
la bella romana chiomata
di lucidi e ricci capelli?
Quale mestiere o cura attribuirle?
Spostandosi verso l’uscio
trovò qualcuno con cui discorrere
famigliarmente.
E mi volgeva le spalle
alte com’ali tese.
Al Colosseo discese leggermente,
scomparendo ai miei occhi, oimè, per sempre.

(da Poesie, 1949)

.

Ho già dedicato un post, anni fa, alle passanti (“Tra la gente, / al sole, apparsa e sparita se n'è andata” scriveva Riccardo Bacchelli, “Tu ignori dove vado, io dove sei sparita; / so che t'avrei amata, e so che tu lo sai!” il Baudelaire dei Fiori del male). Le stesse emozioni di Vincenzo Cardarelli (1887-1959) per una bella romana vista di sfuggita su un autobus della linea circolare, svanita alla fermata del Colosseo come un etereo fantasma.

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Boersma

GERARD BOERSMA, “WOMAN BOARDING IN A TRAM AT AMSTERDAM”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il destino del mondo è sempre nelle mani di un passante sconosciuto.
NICOLÁS GÓMEZ DÁVILA, Tra poche parole

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