giovedì 25 giugno 2015

Spostatelo al sole

 

WILFRED OWENOwen

FUTILITÀ

Spostatelo al sole -
lo svegliava il suo tocco lieve
a casa, il sussurro della semina da fare,
e l’ha sempre svegliato anche in Francia,
fino a questa mattina e a questa neve.
Se qualcosa al mondo può svegliarlo
è il buon vecchio sole a saperlo.

Pensate a come sveglia i semi -
e in principio la creta di una fredda stella.
E il lento acquisto degli arti, i fianchi
innervati - ancora caldi - non li smuove?
Si è fatta alta per questo, la creta?
Perché si sono affaticati, i raggi fatui
a spezzare il sonno della terra?

(Futility, su The Nation, 15/6/1918 - Traduzione di Massimiliano Morini)

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Il poeta inglese Wilfred Owen (1893-1918) autore della bellissima Dulce et decorum est, era un ufficiale che cadde sul campo di battaglia durante l'attraversamento del canale di Sambre-Oise il 4 novembre 1918, una settimana prima che la guerra finisse. La compassione che permea questi versi per uno dei tanti anonimi soldati caduti sui campi di Francia - un contadino che il sole non può più svegliare come faceva ai tempi della semina e anche lì, in trincea - è uno dei tratti principali dei suoi componimenti di guerra. E a quel titolo, Futilità, è affidata stavolta la considerazione sull’inutilità della guerra, sulla “vecchia menzogna: Dulce et decorum est pro patria mori”.

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Soldati

FOTOGRAFIA DI PUBBLICO DOMINIO

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LA FRASE DEL GIORNO
Il fronte sfiorisce, / ma son soldati che appassiscono, non fiori / per i giochetti lacrimosi dei poeti.
WILFRED OWEN

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