martedì 2 giugno 2015

Sei come la mia casa


JAIME SABINES

MI TIENI TRA LE MANI

Mi tieni tra le mani
e mi leggi come un libro.
Sai quello che non so
e mi dici le cose che non mi dico.
Mi conosco in te più che in me stesso.
Sei un continuo miracolo,
un dolore che non sai dov’è.
Se non fossi una donna saresti un amico.
Talvolta vorrei parlarti di donne
che inseguo al tuo fianco.
Sei il perdono
e io sono tuo figlio.
Che occhi buoni hai quando sei con me?
Quanto lontana diventi, quanto mi manchi
quando alla solitudine ti sacrifico!
Dolce come il tuo nome, come un fico,
mi aspetti nel tuo amore finché arrivo.
Sei come la mia casa,
sei come la mia morte, amore mio.


(da Antología poética, 2004)

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Il poeta messicano Jaime Sabines (1926-1999) affermava in un’intervista di voler fare una poesia il cui ritmo fosse più che quello delle parole quello del sangue che scorre nelle vene. In questi versi d’amore ci riesce appieno, in questa glorificazione della donna amata, capace non solo di compenetrarsi ma addirittura di vedere meglio del poeta stesso, di diventare più che un amico, più che un amore, praticamente tutto: “Voglio mangiare con te, restare con te, amare con te, voglio toccarti e vederti”.
 
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FABIAN PEREZ, “SABA CON LETTERA, IV”
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LA FRASE DEL GIORNO
L’amore unisce i corpi. / In silenzio si riempiono l’uno dell’altro.

JAIME SABINES, Horal

2 commenti:

virginia cassano ha detto...

Grazie infinite

DR ha detto...

ho raccolto il suggerimento... Sabines tornerà ancora

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