venerdì 5 giugno 2015

Dico per vedere

 

SOPHIA DE MELLO BREYNER ANDRESEN

LISBONA

Dico:
“Lisbona”
Quando attraverso - arrivando da sud - il fiume
E la città cui arrivo si apre come se dal suo nome nascesse
Si apre e si erge nella sua estensione notturna
Nel suo lungo rilucere di azzurro e fiume
Nel suo corpo ammucchiato di colline -
La vedo meglio perché la dico
Tutto si mostra meglio perché dico
Tutto mostra meglio il proprio esserci e la propria carenza
Perché dico
Lisbona col suo nome di essere e di non-essere
con i suoi meandri di meraviglia insonnia e latta
E il suo segreto riverberare di cosa di teatro
Il suo connivente sorridere di intrigo e maschera
Mentre il largo mare a occidente si dilata
Lisbona che oscilla come una grande chiatta
Lisbona crudelmente costruita lungo la sua stessa assenza
Dico il nome della città
- Dico per vedere

(Lisboa, da Navegações, 1977 – Traduzione di Federico Bertolazzi)

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“Dico per vedere” conclude la poetessa portoghese Sophia de Mello Breyner Andresen (1919-2004) ovvero attraverso il nome, attraverso la parola riuscire a comprendere l’universo, a “sentirlo” come per intuito: “La poesia mi appare già fatta, emerge, è offerta (o come se fosse offerta). Come un dettato che ascolto e annoto”.

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Lisboa

FOTOGRAFIA © BERG & DAHL

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LA FRASE DEL GIORNO
Una poesia è sempre stata un circolo tracciato attorno ad una cosa, un circolo dove l’uccello del reale rimane imprigionato.
SOPHIA DE MELLO BREYNER ANDRESEN

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