martedì 16 giugno 2015

Collezionista di parole

 

NUNO JÚDICE

ARTE POETICA

L’aria è piena di parole; e
perfino quelle che si perdono sul fondo
dei muri, quelle che cadono in autunno
come le foglie degli alberi, quelle
che affogano nel pantano delle indecisioni,
lasciano nell’aria la loro eco. Così,
il poeta segue un destino da collezionista
raccogliendole, anche quelle
il cui sussurro si confonde con il vento,
stringendole sulla pagina, dove si agitano,
tremando con il soffio della voce,
o acquisiscono la durezza del marmo, brillando
solo quando la luce del verso
le sfiora.

(in O movimento do mundo, 1996)

.

Il poeta come collezionista. Anche questa immagine, coniata dal poeta portoghese Nuno Júdice (Mexhilhoeira Grande, 1949), è azzeccata: come chi insegue farfalle con il retino o chi pressi foglie in un erbario, il poeta mette insieme la sua collezione di parole – e di emozioni – sapendo che solo alcune di esse può mettere nel suo album: “Eppure, sono un poeta. / Uno che possiede il dono di comparare / e che, innanzi a realtà diverse, intravede / la distante luminosità dell’Identico”.

.

Spitzweg

CARL SPITZWEG, “IL CACCIATORE DI FARFALLE”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
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NUNO JÚDICE, Guia de conceitos básicos

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