domenica 3 maggio 2015

Sassi in mare

 

FERNANDO PESSOAPessoa

A VOLTE

A volte in spiaggia lancio
sassi in mare
e dal mio vano gesto ricavo
un gusto di errare,
un sapore di Impero lasciato
da chi poteva
centrare il suo regno
ma tutto lasciò per il solo piacere
di vedere attraverso sé il cielo e il giorno.

18 settembre 1914

(da Il mondo che non vedo. Poesie ortonime, Rizzoli, 2009  Traduzione di Piero Ceccucci)

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C’è tutto Fernando Pessoa (1888-1935) in questi versi. con la sua cerebrale inquietudine di costruttore di mondi mentali: “Sulla spiaggia bassa l’onda muore / E si disfà bruendo. / Guardo ma niente mi sovviene se non che sto vedendo il mare” oppure “ Qui sul lembo di spiaggia, muto e contento del mare, senza più niente che mi attragga né niente da bramare, farò un sogno, avrò il mio tempo”. Il sasso lanciato in mare non è più gesto vano, fine a se stesso, vagamente poetico – diventa esplorazione dell’io, dell’inquietudine, dei turbamenti psichici ed esistenziali che lo lacerano.

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Sassi

FOTOGRAFIA © STOCK FOOTAGE

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LA FRASE DEL GIORNO
Sono come il movimento dell’ampio mare / che sembra esistere senza avanzare.
FERNANDO PESSOA, Il mondo che non vedo. Poesie ortonime

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