venerdì 3 aprile 2015

Venerdì santo in metrò

 

ADAM ZAGAJEWSKIAdam_Zagajewski_2014_in_Stockholm

VENERDÌ SANTO NEI CORRIDOI DELLA METROPOLITANA

Gli ebrei di varie religioni si incontrano
nei corridoi della metropolitana, rosario
sparpagliato da dita premurose.
Su loro dormono i preti dopo la cena di magro,
su loro piramidi di chiese e sinagoghe
si ergono come rocce portate da ghiacciai.

Ho ascoltato la Passione secondo Matteo
che tramuta in bellezza il dolore.
Ho letto
Fuga di morte
di Celan
che tramuta in bellezza il dolore.

Nei corridoi del metrò il dolore non si tramuta,
solo perdura, senza tregua.

(Wielki Piątek w korytarzach metra, da Dalla vita degli oggetti, 2012 –Trad. Valentina Parisi)

.

Adam Zagajewski (Leopoli, Ucraina, 1945), poeta polacco, crea nei suoi versi atmosfere in cui il reale è minuziosamente osservato nella sua “oggettività” per andare al di là, per leggervi quel senso irrazionale, per udirne quella voce segreta che rimane nell’ombra: così accade in questo Venerdì Santo vissuto nei corridoi della metropolitana, dove tradizione e mondo moderno, spirito e immanenza si incrociano e si fondono. L’arte, dice Zagajewski, è in grado di mutare in bellezza anche il dolore, come fanno la magnifica composizione di Johann Sebastian Bach o la poesia di Paul Celan che descrive la vita in un campo di concentramento nazista. La realtà purtroppo, non è in grado di farlo.

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Tooker

GEORGE TOOKER, “SUBWAY”

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LA FRASE DEL GIORNO
Tuttavia sembrerebbe fosse una cosa semplice vivere: / basta un pugno di terra, una nave, un nido, un carcere, / un po' di respiro, qualche goccia di sangue e di malinconia.
ADAM ZAGAJEWSKI

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