sabato 18 aprile 2015

Svariate idee d’amore

 

ELIO PAGLIARANIPagliarani con pipa

SE FACESSIMO UN CONTO DELLE COSE

Se facessimo un conto delle cose
che non tornano, come quella lampada
fulminata nell’atrio alla stazione
e il commiato allo scuro, avremmo allora
già perso, e il secolo altra luce esplode
che può farsi per noi definitiva.
Ma se ha forza incisiva sulla nostra
corteccia questa pioggia nel parco
da scavare una memoria - compresente
il piano d'assedio cittadino in tutto il quadrilatero -
e curiosi dei pappagalli un imbarazzo
ci rende, per un attimo, dicendoti dei fili di tabacco
che hai sul labbro, e perfino una scoperta
abbiamo riserbata: anche a te piace
camminare? (e te non stanca? che porti
tacchi alti, polsi, giunture fragili
che il mio braccio trova a fianco,
il tuo fianco, le mani provate sopra i tasti
milanese signorina)
se ci pare che quadri tutto questo
con l'anagrafe e il mestiere, non il minimo buonsenso
            un taxi se piove / separé da Motta
            Ginepro e Patria / poltrone alla prima
ci rimane, o dignità, se abbiamo solo in testa
svariate idee d’amore e d’ingiustizia.

(da Inventario privato, Veronelli, 1959)

.

Lascia un gusto di anni del boom economico, di nevrosi industriale e di una Milano che non c’è più questa passeggiata metropolitana di Elio Pagliarani (1927-2012) che prelude allo sperimentalismo della Ragazza Carla: c’è lo stesso stile dimesso, l’interesse per quei segni di trasandatezza – la lampadina fulminata, i fili di tabacco sul labbro – la stessa dinamica che tende a privare del suo lirismo la poesia.

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Rocco

FOTOGRAMMA DA “ROCCO E I SUOI FRATELLI”, 1960

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LA FRASE DEL GIORNO
Non devi amarmi se ti sbriciolo / su una tovaglia lisa: e non mi ami
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ELIO PAGLIARANI, Inventario privato

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