martedì 21 aprile 2015

Sei la compagna

 

XAVIER VILLAURRUTÍAVillaurrutía

POESIA

Sei la compagna con cui parlo
all’improvviso, da solo.
Ti formano le parole
che nascono dal silenzio
e dalla cisterna di sogno in cui affogo
libero fino al risveglio.

La tua mano metallica
indurisce la fretta della mia mano
e guida la penna
che traccia sulla carta il suo litorale.

La tua voce, ristretta eco,
è il rimbalzo della mia voce sul muro,
e nella tua pelle di specchio
mi sto guardando guardarmi attraverso mille Argo,
attraverso mille lunghi secondi.

Ma il più piccolo rumore ti spaventa
e ti vedo fuggire
dalla porta del libro
o dall’atlante del soffitto,
dal piancito del pavimento,
o dalla pagina dello specchio,
e mi lasci
senza più battito o voce e senza più volto,
senza maschera come un uomo nudo
in mezzo a una strada di sguardi.

(Poesía, da Reflejos, 1926)

.

La poesia è tutto per il poeta, dice lo scrittore messicano Xavier Villaurrutía (1903-1950): è la compagna che rimane lì silenziosa, capace di ascoltare ma anche di dettare, è la musa che guida la mano sulla carta per disegnare mondi, per connettere l’universo del sogno con quello del reale, è specchio che riflette e talvolta deforma, è tramite tra conoscibile e mistero, tra spirito e corpo, è voce e parola, è la maschera con cui il poeta si presenta.

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Erato

IMMAGINE © FANART

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LA FRASE DEL GIORNO
Ogni poesia è misteriosa; nessuno sa interamente cosa gli è stato concesso di scrivere.

JORGE LUIS BORGES

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