venerdì 20 marzo 2015

Il Barnum cosmico

 

ALBERICO SALASala

SEDICI FEBBRAIO

Sedici febbraio, le ceneri sono nere:
una notte di due minuti. Con vetri
di fumo guardano al sole, un cane
rotola un’arancia sul lungomare.
Tutto previsto e esatto: il Barnum
cosmico diverte. Ma gli uccelli
tacciono sui rami e il vento pende
dalle vele, l’onda regolare si piega.
L’ultima notte, ecco sarà così
sopra la terra?
                      Non mi spaventa:
il cono buio che mi penetra sei tu.

(da L’Antologia dei poeti italiani dell’ultimo secolo, Martello, 1972)

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Ecco giunto il giorno dell’eclissi di sole: un evento non così raro - basti pensare che non ce ne saranno altre fino al 2020, ma che in quel decennio se ne verificheranno ben otto! - che comunque affascina con tutto il suo strascico di storie e leggende, con quel timore ancestrale che prende ognuno di noi quando il sole diventa nero. Ho trovato la testimonianza poetica di Alberico Sala (1923-1991), che racconta l’eclissi totale di sole del 16 febbraio 1961: lo scrittore cremonese approfitta del fenomeno oggettivando il momento reale per indagare sulla condizione del vivere.

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Ryan

FOTOGRAFIA © PETER RYAN/BBC

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LA FRASE DEL GIORNO
Nessuno può fissare il sole mentre risplende, ma tutti lo guardano durante l'eclissi.
BALTASÁR GRACIÁN, Oracolo manuale e arte di prudenza

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