mercoledì 18 febbraio 2015

Cercare una cosa

 

ROBERTO JUARROZ

DODICESIMA POESIA VERTICALE, 15

Cercare una cosa
è sempre incontrarne un’altra.
Così, per trovare qualcosa,
bisogna cercare quello che non è.

Cercare l’uccello per incontrare la rosa,
cercare l’amore per trovare l’esilio,
cercare il nulla per scoprire un uomo,
tornare indietro per andare avanti.

La chiave del cammino,
più che nelle sue biforcazioni,
il suo incerto inizio
o il suo dubbio finale,
è nel caustico umore
del suo doppio senso.
Si arriva sempre,
ma da un’altra parte.

Tutto passa.
Però al contrario.

(Buscar una cosa, da Duodécima Poesía vertical, 1991)

.

“Talvolta cerchiamo una cosa e ne troviamo un’altra” scrive Cervantes nel Don Chisciotte. La serendipità è la capacità o fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte, mentre si sta cercando altro. Aver raggiunto l’America invece delle Indie è l’episodio clamoroso di Cristoforo Colombo. Ma ci sono molti esempi anche in campo scientifico, dal Teflon al Post-it, dal Viagra al cellophane: tutte queste cose sono state scoperte o inventate cercando altro, precisamente un elemento per refrigeranti, una colla ultrapotente, un farmaco per curare l’angina pectoris e un rivestimento per rendere impermeabili le tovaglie. Il poeta argentino Roberto Juarroz (1925-1995) tesse una sorta di apologia del caso, che per vie traverse ci porta sempre sulla medesima strada del vivere.

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Toward the horizon

ROB GONSALVES, “TOWARD THE HORIZON”

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LA FRASE DEL GIORNO
La serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino.
JULIUS COMROE JR

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