mercoledì 28 gennaio 2015

Inverno, gracili sogni

 

ATTILIO BERTOLUCCI

INVERNO

Inverno, gracili sogni
Sfioriscono sugli origlieri,
Giardini lontani fra nebbie
Nella pianura che sfuma
In mezzo alle luci dell’alba,
Voci come in un ricordo
D’infanzia, prigioniere del gelo,
S’allontanano verso la campagna;
Ninfe dagli occhi dolci e chiari
Fra gli alberi spogli, sotto il cielo grigio,
Cacciatori che attraversano un ruscello,
Mentre uno stormo d’uccelli s’alza a volo.

Là in fondo quella casa
Che ospitale appare
Coperta di bianco,
In un silenzio da fiaba.
E attraverso i vetri
Si vede la fiamma rossa
Nel caminetto vacillare.

I treni arrivano,
è domenica, è Natale?
Più non scende lieve
Sulla terra la neve.

(da Lettere da casa, 1950)

.

Un’altra cartolina invernale arriva da Attilio Bertolucci (1911-2000): un viaggio in treno nella nebbia della campagna padana mentre l’alba stenta a illuminare il paesaggio e contemporaneamente si schiude il cassetto delle memorie, il paradiso dell’infanzia screziato ormai da toni fiabeschi si materializza nella nebbia, sparge neve a piene mani, fa affiorare una casa immersa nel bianco dove ardeva la fiamma del camino, tanto tempo fa…

.

Gauguin

PAUL GAUGUIN, “NEVE A VAUGIRARD”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
Come pesa la neve su questi rami, / come pesano gli anni sulle spalle che ami. / L’inverno è la stagione più cara, / nelle sue luci mi sei venuta incontro / da un sonno pomeridiano un’amara / ciocca di capelli sugli occhi.
ATTILIO BERTOLUCCI

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