lunedì 1 dicembre 2014

Altre due poesie per dicembre

 

Il freddo dicembre si presenta ancora una volta con le sue luminarie e le sue decorazioni. Eccolo declinato in due contesti cittadini, con ansie e riflessioni dettate dai suoi giorni brevi e dal contrasto tra il buio e le luci, da Leonardo Sinisgalli (1908-1981), il poeta-ingegnere lucano trapiantato a Milano (una Porta Nuova ben diversa da quella odierna dove svettano la torre dell’Unicredit e i grattacieli del “Bosco verticale”), e da Luigi Cannillo, poeta, saggista e traduttore milanese.

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LEONARDO SINISGALLI

DICEMBRE A PORTA NUOVA

Mi raccoglie nel suo gomito
inerte la fredda sera d'autunno.
Scorre deserta sulle foglie

e mi ridesta a ogni tonfo
dei castagni. Tutto il bene
che mi resta forse è in quest'ora
calma che si accerta
a questa svolta che si gonfia
d'acque perché la ripa si fa stretta.
Poi rotta la dolcezza dell'indugio

ogni cosa decade con più fretta
e non mi duole l'alito d'ombra
che mi gela la fronte.
Sopra la spalletta curvo m'assale
il vento dalla buca del ponte.

(da Vidi le muse, Mondadori, 1943)

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LUIGI CANNILLOcannillo

È L’AVVENTO, FUORI

È l’avvento, fuori
fioriscono precoci le corone
nel tempo che dai cesti
espande la vigilia
Dalla nostra pietra di dolore
invisibile a ogni passante
dobbiamo scrutare il traguardo
il cuore rovesciato del futuro
La prua della finestra si dirige
decisa verso un teatro vuoto
Prima dei fuochi
dobbiamo ancora digiunare
maturare le bacche nella brina

(da Galleria del vento, La Vita Felice, 2014)

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Mesiano

FOTOGRAFIA © ALESSIO MESIANO

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LA FRASE DEL GIORNO
Il sole che fa breve il giorno di dicembre, / Rosa desolata sulle colline grigie, / Cupamente cerchiato, ha dato al mezzogiorno / Una luce più triste della luna calante.
JOHN GREENLEAF WHITTIER, Snow-Bound

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