giovedì 16 ottobre 2014

Perché in essa io abito

 

FRANCISCO BRINES

PALAZZO D’AUTUNNO
(Frammento)

Parlare di questa città, nella quale alloggio
il mio spirito e il mio corpo,
sarebbe come parlare di solitudine e povertà.
E c’è un sibilare di vento che si alza,
senza luce, ondate di luce (la vita simulata
delle foglie).
Nel riposo della terra
giace, bagnata dalla pioggia,
la bellezza del mondo.

Nella città vecchia, palazzo d’autunno,
risiedono i generosi sogni d’amore,
e l’entusiasmo dello spirito;
da secoli albergano la loro fiamma
nel corpo dei giovani.
Ardono i loro cuori tra le mura;
fuori, la notte circonda silenziosa
la musica del sogno.
Parlo di questa città, e sto parlando
di solitudine e di povertà.
Perché in essa io abito.

(da Palabras a la oscuridad, 1966)

.

L’autunno è una stagione che con la sua malinconia si addice alla scrittura intimista di un poeta attento allo scorrere del tempo come lo spagnolo Francisco Brines (Oliva, 1932). Qui la tristezza autunnale inglese – Brines insegnava letteratura spagnola ad Oxford - si trasforma in una bellezza inarrivabile perché destinata ad altri. Il poeta assume ancora una volta il ruolo di osservatore, ma questa volta si trova all’interno e l’astrazione non è contemplata.

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Oxford

OXFORD DI SERA – FOTOGRAFIA © MAY CHAN

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LA FRASE DEL GIORNO
Se non c’è conoscenza nella cenere, / lasciamola cadere nella bellezza fragile / della rosa che trema in autunno.
FRANCISCO BRINES, Palabras a la oscuridad

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