venerdì 31 ottobre 2014

Cedere con grazia

 

ROBERT FROSTT1520565_05

RILUTTANZA

Fuori per campi e boschi
E oltre le mura ho viaggiato;
Salito su colline panoramiche
Ho guardato il mondo, sono sceso;
Per la via grande son tornato a casa,
Ed ecco ho terminato.

Le foglie sono tutte morte a terra,
Ma la quercia le sue trattiene
Per ammucchiarle una a una
E lasciarle graffiare e strisciare
Fuori sulla crosta di neve,
Quando le altre staranno a riposare.

Confuse e immobili le foglie morte,
Non più sbattute qua e là;
L’ultimo astro solitario è scomparso;
Appassiscono i fiori dell’hamamelis;
Ancora cerca e si tormenta il cuore,
Ma i passi domandano «dove?».

Ah, quando mai al cuore dell’uomo
Fu meno che un tradimento
Lasciarsi alla deriva delle cose,
Cedere con grazia alla ragione,
E piegarsi e accettare la fine
D’un amore e d’una stagione?

(Reluctance, da A boy’s will, 1913 - Traduzione di Giovanni Giudici)

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Robert Frost (1874-1963), poeta statunitense sovente immerso nell’atmosfera dei boschi e della campagna, riflette sul ritmo delle stagioni, sul naturale avvicendarsi, sul nascere e finire delle cose, e considera che solo degli uomini è questa riluttanza ad abbandonarle al loro destino - che sia un amore finito o un periodo della vita, siamo incapaci di chiudere i conti come fanno gli alberi, come fanno i fiori.

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Autunno

FOTOGRAFIA © NAOMI METZ/BBC

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LA FRASE DEL GIORNO
Noi amiamo le cose che amiamo per quel che sono.
ROBERT FROST, Mountain interval

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