mercoledì 27 agosto 2014

Quei due o tre baci

 

JAROSLAV SEIFERT

PRIMA CHE ASCIUGHINO QUEI DUE O TRE BACI

Prima che asciughino quei due o tre baci
sulla fronte
           e qui e lì,
ti chinerai per bere
acqua d’argento dallo specchio,
e se nessuno ti starà a guardare
ti toccherai le labbra con la bocca.

C’è un tempo in cui più svelto delle dita
che lo scultore passa
il sangue impaziente ti modella sulla creta
il corpo dal di dentro.

Forse stringerai tra le mani
i tuoi giovani capelli
e li solleverai sopra le spalle
perché somiglino piuttosto ad ali
e davanti a loro prontamente correrai

           dove proprio davanti agli occhi
e sul fondo estremo dell’aria
sta il grande, erto, conturbante
e dolce nulla,
           che splende.

(da La colata delle campane, 1967 - Traduzione di Sergio Corduas)

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Una donna-Narciso, una donna-angelo è protagonista di questa poesia del Premio Nobel ceco Jaroslav Seifert (1901-1986). Il poeta la pone di fronte allo scorrere del tempo, ne fa una personificazione della vita, in contatto con gli amori che caratterizzano gli anni, con lo sfiorire, con il passaggio dall’alba al tramonto che coinvolgerà anche questa ragazza.

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Van Hove

DIPINTO DI FRANCINE VAN HOVE

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LA FRASE DEL GIORNO
E non è vero che la vita ci mente, / la vita è una moneta che cade lungamente, / solo in terra si capisce, quando s’arresta, / se cade croce o cade testa.
JAROSLAV SEIFERT

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