giovedì 24 luglio 2014

Tu, poesia

 

MIGUEL OTERO SILVAmiguel-otero-silva_foto-blo

TU, POESIA

Tu, poesia,
ombra più misteriosa
della radice oscura degli alberi centenari
più dell’aria nascosta
nelle vene segrete dei profondi minerali,
stella recondita più
della brace imprigionata nelle arche della terra.

Tu, musica tessuta
dall’arpa inintelligibile delle costellazioni,
tu, musica raccolta
al bordo degli ultimi precipizi azzurri,
tu, musica generata
al tam-tam dai battiti e dal cantare del sangue.

Tu, poesia,
nata per l’uomo e il suo linguaggio,
non gabbiano bianchissimo su un mare senza navi,
né bel fiore spuntato sulla piaga di un deserto.

(da Umbral, 1966)

.

“La poesia è sempre più di attualità perché rappresenta il massimo della speranza, dell'anelito dell'uomo verso il mondo superiore” disse in una delle sue ultime interviste Andrea Zanzotto. La poesia è un mistero che travalica l’immanenza umana, è un tentativo di leggere tra le righe del mondo per penetrarne l’enigma: qualcosa che è davvero superiore, il poeta in fondo non fa altro che interpretare il reale come facevano un tempo gli antichi aruspici con il volo degli uccelli. Ed è proprio questo che il poeta venezuelano Miguel Otero Silva (1908-1985) ritiene essere la poesia, una caratteristica connaturata all’umanità, che sgorga al ritmo del sangue e del respiro.

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Pollock

DIPINTO DI JACKSON POLLOCK

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LA FRASE DEL GIORNO
Credo che esista una categoria di poeti per i quali la poesia è qualcosa di vicino alla religione. Entrambe parlano di ciò che non è dicibile, l'ineffabile. Questo crea un'attesa per qualcosa che non si può dire.
ANA BLANDIANA

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