domenica 6 luglio 2014

Nel ritmo della risacca

 

YEHUDA AMICHAI

A NORD DI SAN FRANCISCO

Qui molli le colline toccano il mare
come s’incontrano due eternità.
E le mucche che pasturano lassù
ci ignorano, come fossero angeli.
Anche il maturo aroma di melone in cantina
profetizza la quiete.

Il buio non combatte con la luce
ma ci spinge avanti
verso altra luce, e l’unico dolore
è quello di non restare.

Nella mia terra che vien detta santa
non permettono mai all’eternità
di essere eterna:
l’hanno divisa in piccole fedi
frazionata in territori di Dio
sminuzzata in schegge di Storia
acuminate che feriscono a morte.
Delle sue quiete lontananze hanno fatto
prossimità che freme di pena del presente.

A Bolinas, sulla spiaggia, ai piedi
dei gradini di legno
vidi fanciulle dalle natiche nude
sul ventre stese nella sabbia ebbre
di regno sempiterno,
e le anime in loro come porte
si aprivano e chiudevano,
si aprivano e chiudevano nel ritmo
della risacca.

(da Poesie, Crocetti 1993 – Traduzione di Ariel Rathaus)

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La poesia dell’israeliano Yehuda Amichai (1924-2000) scava spesso nel quotidiano per indagare sul senso della vita: così anche il privato, l’amore e l’eros vengono trasformati in una sorta di ricerca filosofica e religiosa. Lo diventa anche questo soggiorno lontano da Israele, a Bolinas, 21 km a nord di San Francisco.

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Bolinas

BOLINAS - FOTOGRAFIA © IDENTICAL EYE

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LA FRASE DEL GIORNO
Oh, le piccole parole interrogative della mia vita, saltellanti / e capriolanti, volanti, elusive e cinguettanti sin dall’infanzia / come uccellini, come tenui grilli.
YEHUDA AMICHAI

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