mercoledì 16 luglio 2014

Nel mare delle parole

 

ÁNGEL CRESPOcrespo_angel

COME L’ALLODOLA

Come, di sera, l'uccello
cade dalla terra sull'aria,
vibra le ali per non
continuar la caduta,
e sale finalmente al suolo
- così sprofondo nel mare
delle parole, giù,
mi sbraccio per non
continuar la caduta, e salgo
finalmente al silenzio.

(Traduzione di Oreste Macrì)

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Quella con le parole è una dura lotta per il poeta e critico spagnolo Ángel Crespo (1926-1995), traduttore di Dante, Petrarca e Pessoa: “In conflitto con la parola, / là: / litigo, m'azzuffo / fino a che schizza il sangue”. E l’analogia scelta per significare l’immergersi nelle parole – Crespo praticò il “realismo magico” come García Marquez – risulta onirica, appartiene al territorio dell’immaginazione e della fantasia: l’allodola, uccello passeriforme dal volo particolare: infatti sale fino a qualche centinaio di metri di altezza per poi picchiare verso terra ad ali chiuse, riaprendole solo in prossimità del suolo.

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Allodola

FOTOGRAFIA © MOORHEN

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LA FRASE DEL GIORNO
Nessuno, mai, riesce a dare l'esatta misura di ciò che pensa, di ciò che soffre, della necessità che lo incalza, e la parola umana è spesso come un pentolino di latta su cui andiamo battendo melodie da far ballare gli orsi mentre vorremmo intenerire le stelle.
GUSTAVE FLAUBERT, Madame Bovary

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