mercoledì 9 luglio 2014

Dicono le cose

 

VITTORIO BODINIvittorio-bodini

CANZONE SEMPLICE DELL’ESSER SE STESSI

L’edera mi dice: non sarai
mai edera. E il vento:
non sarai vento. E il mare:
non sarai mare.

I cenci, i fiumi, l’alba della sposa
mi dicono: non sarai cencio né fiume,
non sarai alba della sposa.

L’ancora, il quattro di quadri, il divano-letto
mi dicono: non sarai noi
non lo sei mai stato.

E così il sogno, l’arco, la penisola,
la ragnatela, la macchina espresso.

Dice lo specchio:
come vuoi essere specchio
se non sai dare altro che la tua immagine?

Dicono le cose: cerca d’esser te stesso
senza di noi.
Risparmiaci il tuo amore.
Io fuggo da ogni cosa delicatamente.
Provo a esser solo. Trovo
la morte e la paura.

(1962)

.

C’è in ogni essere umano questa ricerca della propria identità, del proprio posto nel mondo. Se guardiamo la data di questa poesia di Vittorio Bodini (1914-1970), possiamo aggiungere anche il senso di alienazione che hanno provato le generazioni uscite dalla guerra e cadute a capofitto nella società delle macchine e del consumo. Eppure, con la sua eco vagamente surreale, è una “canzone semplice” anche se la sua soluzione è nell’angoscia dell’umanità.

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still-life-with-spherical-mirror

M.C. ESCHER, “NATURA MORTA CON SPECCHIO SFERICO”

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LA FRASE DEL GIORNO
Che cos’è l’identità di una persona? La risposta più semplice è: riconoscersi ed essere riconoscibile.
GIOVANNI JERVIS, La conquista dell’identità

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