lunedì 23 giugno 2014

Lo stesso cielo

 

ELÍAS NANDINOnandino

DENTRO DI ME

Con gli occhi
affacciati lassù alla notte
contemplo le stelle
e, dentro di me,
nel fiume inesauribile del mio sangue,
le sento e le scopro
riflesse,
luminose e profonde,
come se la mia anima fosse
lo stesso cielo
dove stanno ardendo.

(da Eternidad del polvo, 1970)

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La notte è uno dei temi principali del poeta messicano Elías Nandino (1900-1993): e come dargli torto, leggendo questi versi? La notte è un mistero insoluto, ci pone di fronte alla grandezza dell’universo accendendo milioni di stelle nel buio: fermarsi a guardarle pone domande, alimenta riflessioni profonde, ci mette piccoli piccoli davanti all’infinito e forse riusciamo a strapparne un minuscolo frammento se ci sentiamo parte di esso.

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11018-tree-starry-night

IMMAGINE © WALLCHAN

 

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LA FRASE DEL GIORNO
La notte rimuove l'abituale sensazione di una vita comunitaria; quando non brilla luce, né si ode più voce umana, chi ancora veglia prova un senso di solitudine, e si vede isolato e affidato a se stesso.
HERMANN HESSE, Bella è la gioventù

2 commenti:

marco ha detto...

proseguendo la riflessione da Nandino a Hesse mi vien da dire che il giorno ci pone più in una condizione di essere attivi, mentre la notte lascia che sia l'esplorazione del pensiero a muoversi. la solitudine della notte pone noi come soggetti della nostra riflessione e sembra che riconosce sé stessi, sia frammentario come i puntini bianchi nel nero cielo.

marco.

DR ha detto...

riflessione totalmente condivisibile: il giorno è dispersivo, come un rigagnolo d'acqua che va in tanti rivoli, la notte è un fiume tranquillo

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