domenica 15 giugno 2014

Corpo della mia donna

 

PABLO NERUDAth

CORPO DI DONNA

Corpo di donna, bianche colline, cosce bianche,
tu appari al mondo nell’atto dell’offerta.
Il mio corpo di contadino selvaggio ti scava
e fa saltare il figlio dal fondo della terra.

Fui deserto come un tunnel. Da me fuggirono gli uccelli,
e in me la notte forzava la sua invasione poderosa.
Per sopravvivere ti forgiai come un’arma,
come freccia nel mio arco, pietra nella mia fionda.

Ma viene l’ora della vendetta, e ti amo.
Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.
Ah, le coppe del seno! Ah, gli occhi d’assenza!
Ah, le rose del pube! Ah, la tua voce lenta e triste!

Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia.
Mia sete, mia ansia senza limite, mia strada indecisa!
Oscuri alvei da cui nasce l’eterna sete,
e la fatica nasce, e l’infinito dolore.

(da 20 poemas de amor, 1924 - Traduzione di Salvatore Quasimodo)

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Tra le poesie di Pablo Neruda (1904-1973) questa, nella traduzione di Salvatore Quasimodo, è quella che preferisco: un omaggio alla donna, alla sua capacità di dare la vita, all’amore, espresso con la bruciante sensualità tipica del Premio Nobel cileno, con il surrealismo vagamente barocco delle sue prime opere.

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Amedeo Modigliani-675334

AMEDEO MODIGLIANI, “NUDO CON COLLANA”

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LA FRASE DEL GIORNO
Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole. / Tutto ti prendi tu, tutto.
PABLO NERUDA, 20 poemas de amor

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