giovedì 15 maggio 2014

Il saltimbanco dell’anima mia

 

ALDO PALAZZESCHI1971_palazzeschi

CHI SONO?

Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:
«follía».
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell’anima mia:
«malinconía».
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
nella tastiera dell’anima mia:
«nostalgía».
Son dunque... che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.

(da Poemi, 1909)

.

Aldo Palazzeschi (1885-1974) è poeta dello sberleffo, del divertimento quasi clownesco che talora assume toni grotteschi e in altre liriche invece si riveste di riflessi quasi da fiaba. Il crepuscolare viene a contatto con il futurista e guarda al reale con uno sguardo crudele da bambino cattivo. “Chi sono?” non è solo un autoritratto o un manifesto, è anche una presa in giro del compianto di Sergio Corazzini e della sua “Desolazione del povero poeta sentimentale”: non è un caso che quella cominci così: “Perché tu mi dici: poeta? / Io non sono un poeta. / Io non sono che un piccolo fanciullo che piange”. Palazzeschi rovescia il suo ruolo: il poeta è un saltimbanco che non si crogiola nella propria tristezza ma se ne libera con una capriola divertendo la gente.

.

acrobat-with-bouquet-1963

MARC CHAGALL, “ACROBATA CON MAZZO DI FIORI”

.

--------------------------------------------------------------------------------------------------------
LA FRASE DEL GIORNO
Infine, / io ho pienamente ragione, / i tempi sono cambiati, / gli uomini non domandano più nulla / dai poeti: / e lasciatemi divertire!
ALDO PALAZZESCHI, L’incendiario

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...