giovedì 29 maggio 2014

Il ricordo del tuo corpo

 

EFRAÍN BARTOLOMÉPOETA MEXICANO

CICATRICE DELL’ARIA

Spalanco le tende della notte
ed entra il rumore di Tuxtla nella camera d’hotel
dove
      come una cicatrice dell’aria
arde il ricordo del tuo corpo

La precisione perfetta dello specchio
mi rimanda un’immagine incompleta
                                                  confusa
Sei in viaggio in questo istante che si allunga
e so che hai sonno
e so che anche tu guardi l’oscurità
il tuo sguardo penetra gli occhi della notte
e viaggia per incontrare
                                 come in fondo a un pozzo
un altro sguardo ardente

Sono chi ti vede dalla notte aperta dietro il vetro

È la notte di Tuxtla
Il rumore stemperato dalla distanza
La nebbia dell’angoscia come un muro di immagini

E l’aleggiare lentissimo del sonno.

(da Música solar, 1984)

.

Ancora una poesia sull’assenza della persona amata: è del poeta messicano Efraín Bartolomé (Ocasingo, 1950). La scena stavolta è una stanza d’albergo di Tuxtla, capitale dello stato del Chiapas: ed è lì che va in scena il ricordo – appare come una cicatrice nell’aria della notte, una volta spalancate le tendine e aperto la vista alle luci della città notturna. Il pensiero vola lontano, partendo lì, raggiunge l’amata che forse nello stesso istante vive un identico stato d’animo, lontano, in un’altra città.

.

Dyke

HART DYKE, “WAITING IN THE HOTEL ROOM, 2010”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
L'assenza attenua le passioni mediocri e aumenta le grandi, come il vento spegne le candele e ravviva il fuoco.
FRANÇOIS DE LA ROCHEFOUCAULD, Massime

2 commenti:

Paolo ha detto...

Bella la poesia e anche molto il quadro di commento.

DR ha detto...

sì, in questo caso il dipinto è un’altra poesia, anzi la stessa

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