martedì 22 aprile 2014

Questo posto dove eri

 

JAIME SABINESsabines

NON È NIENTE DEL TUO CORPO

Non è niente del tuo corpo
né la pelle, né gli occhi, né il ventre,
né quel luogo segreto che entrambi conosciamo,
fossa della nostra morte, conclusione della nostra sepoltura.
Non è la tua bocca – la tua bocca
uguale al tuo sesso –,
né l’incontro esatto dei tuoi seni,
né la schiena dolcissima e liscia,
né il tuo ombelico in cui bevo.
Né sono le tue cosce dure come il giorno,
né le ginocchia di avorio infuocato,
né i tuoi piccoli piedi sanguinanti,
né il tuo profumo, né i tuoi capelli.
Non è il tuo sguardo – che cos’è uno sguardo? -
triste luce distratta, pace senza padrone,
né il quaderno del tuo udito, né la tua voce,
né le occhiaie che ti lascia il sonno.
Neppure è la tua lingua di vipera,
freccia di vespe nell’aria cieca,
né il calore umido dell’asfissia
che sostiene il tuo bacio.
Non è niente del tuo corpo,
né un filo, né un petalo,
né una goccia, né un granello, né un momento.

È solo questo posto dove eri,
queste mie braccia ostinate.

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Il poeta messicano Jaime Sabines (1926-1999) compila una specie di medievale “blasone del corpo femminile” per descrivere quello che è il suo amore: non rimpiange il corpo dell’amata, che seziona anatomicamente senza dimenticarne nessuna parte, ma la sua presenza, per concludere infine che quello che davvero contava era lo stare insieme.

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Hug-me-Darling

FOTOGRAFIA © MR. WALLPAPER

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LA FRASE DEL GIORNO
Mi si è buttata addosso la fronte bianca del tempo / e i ricordi più vecchi e la tua assenza nel letto / e la nostra separazione e quello che siamo / mi sono svegliato anche questa mattina / e ti amo.
NÂZIM HIKMET, Poesie d’amore

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