venerdì 28 febbraio 2014

Come una scia di fiume

 

ELIZABETH JENNINGSportrait6

A VOLTE, LA POESIA

Sussulti nella mente -
ti cercano, ti afferrano,
ti attaccano - è un assalto -
d’un tratto ecco si placa
l’eccitazione - e trovi
la parola - risplende -
come una scia si fiume
che resta luminosa
benché sottratta all’acqua
e sulla terra ormai.
Si scrive su un rocchetto
di filo, su una spola.

(da Poesia, n. 290, febbraio 2014 - Traduzione di Silvio Raffo)

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“Poesia fortemente psicologica e riflessiva” dice Silvio Raffo riguardo alla poetessa inglese Elizabeth Jennings (1926-2001). Lo è, naturalmente, anche nel procedimento che origina i versi, nel lavorio interno con cui la poesia si manifesta, anzi, per meglio dire, si rivela. La parola è un dono per la Jennings, ma non è un dono che cade dal nulla, è il risultato di un’elucubrazione laboriosa: “Ma la Poesia soltanto può cambiare / Il mondo e ricrearlo in ogni tratto. / Costa molta fatica, e spezza il cuore. / Ma questo solo conta. Il verso è tutto”.

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river-wake-yolanda-mazzoni

YOLANDA MAZZONI, “RIVER WAKE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Sii grato per come la mente può danzare / in mezzo e attorno e sotto le parole e rallegrati / e sappi che questo non è un caso.
ELIZABETH JENNINGS

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