venerdì 22 novembre 2013

Dallas, 22 novembre 1963

 

RAFFAELE CARRIERI

LA MORTE DI KENNEDY

Nella molto ricca città di Dallas
la Speranza si mise a piangere
e il sole si nascose per non vedere.
Nella bandiera dello Stato del Texas
c'è una sola stella
e quell'unica solitaria stella
quel venerdì diventò nera.
Nella molto ricca città di Dallas
la Speranza piangeva.
All'oscuro la Speranza piangeva
perché la luce era diventata nera
e la verità cieca.
Le campane, le campane, tutte le campane
delle ottocento chiese
della molto ricca città di Dallas
la sera del venerdì restarono mute,
mute in gramaglie.
E quando il lutto le scosse,
quando il lutto le percosse,
le campane, le campane, tutte le campane
della molto ricca città di Dallas
si misero a piangere la morte.

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L’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, giovane presidente americano in carica, avvenuto a Dallas il 22 novembre 1963, colpì molto l’opinione pubblica in tutto il mondo. Era come se un sogno si fosse infranto, era la speranza risorta dalle ceneri della guerra che veniva ferita da alcuni colpi di fucile sparati da non si sa chi. Fu un evento epocale – molti, non solo americani, ancora adesso sanno rispondere con sicurezza alla domanda “Dov’eri quando uccisero Kennedy?”, un po’ come accadde a noi nati in seguito con l’11 settembre. Il mondo quel 22 novembre sembrò sul punto di cambiare e virare nuovamente verso tempi bui – solo due anni prima era rimasto con il fiato sospeso per la questione della Baia dei Porci che aveva paventato l’ombra del conflitto atomico tra URSS e USA.  Raffaele Carrieri (1905-1984), racconta da poeta le emozioni provate quel giorno, quella sera di un venerdì di novembre rimasto nella storia.

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JFK_limousine

FOTOGRAFIA © PENN JONES PHOTOGRAPHS

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LA FRASE DEL GIORNO
Un uomo fa ciò che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana
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JOHN FITZGERALD KENNEDY, Profiles in courage

2 commenti:

mario calzolaro ha detto...

CARRIERI, Raffaele Carrieri, un grande della Poesia italiana del '900! Un vero dolore che, ancora, non gli siano riconosciuti i grandissimi meriti artistici e culturali che ne fecero uno dei pilasti europei della cultura italiana ed internazionale contemporanea! Una lacuna gravissima che la Mondadori, che pure tanto ebbe a pubblicare dell'opera sua, non gli abbia tuttora dedicato un Meridiano!

DR ha detto...

sono d'accordo: una voce davvero importante, più di altre forse anche troppo sopravvalutate

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