lunedì 2 settembre 2013

Settembre: due poesie

 

Ecco settembre: il momento “in cui tutto matura” come rileva Cesare Pavese (1908-1950), al sole tiepido e dolce dell’estate che svanisce lentamente. La stessa dolcezza che registra Luciano Erba (1922-2010) nella frutta del giardino, nelle susine, nell’uva fragola, nell’atmosfera.

 

CESARE PAVESE

GRAPPA A SETTEMBRE

I mattini trascorrono chiari e deserti
sulle rive del fiume, che all'alba s'annebbia
e incupisce il suo verde, in attesa del sole.
Il tabacco, che vendono nell'ultima casa
ancor umida, all'orlo dei prati, ha un colore
quasi nero e un sapore sugoso: vapora azzurrino.
Tengon anche la grappa, colore dell'acqua.
È venuto un momento che tutto si ferma
e matura. Le piante lontano stan chete:
sono fatte più scure. Nascondono frutti
che a una scossa cadrebbero. Le nuvole sparse
hanno polpe mature. Lontano, sui corsi,
ogni casa matura al tepore del cielo.
Non si vede a quest'ora che donne. Le donne non fumano
e non bevono, sanno soltanto fermarsi nel sole
e riceverlo tiepido addosso, come fossero frutta.
L'aria, cruda di nebbia, si beve a sorsate
come grappa, ogni cosa vi esala un sapore.
Anche l'acqua del fiume ha bevuto le rive
e le macera al fondo, nel cielo. Le strade
sono come le donne, maturano ferme.
A quest'ora ciascuno dovrebbe fermarsi
per la strada e guardare come tutto maturi.
C'è persino una brezza, che non smuove le nubi,
ma che basta a dirigere il fumo azzurrino
senza romperlo: è un nuovo sapore che passa.
E il tabacco va intinto di grappa. È così che le donne
non saranno le sole a godere il mattino.

(da Lavorare stanca, Einaudi, 1943)

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LUCIANO ERBA

GARCHES

a S.F.
 
Quando si parla di case di settembre
dolce è dir poco di un ritorno a Garches.
Sei stato su e giù nei sette mari
magari a Machu Picchu e chissà dove
intanto il fogliame del giardino
cresceva tra le piccole prugne
si arrampicava l'uva americana
sulla facciata con le imposte verdi
 
l'autunno ti aspettava
senza chiedere niente.


(da L’ipotesi circense, Garzanti, 1995)

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PAULETTE TAVORMINA, “FIGS”

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LA FRASE DEL GIORNO
Guarda settembre come ti apre il bosco / e sovrasta il tuo desiderio. / Apri le mani, riempile con queste foglie lente / non lasciar che una sola vada perduta.
EUGENIO MONTEJO

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