giovedì 26 settembre 2013

Mettici il cielo

 

JÜRGEN THEOBALDYtheobaldy1

LAVORARE CON LA CARTA

Di ogni poesia
puoi farti una rondine.

L’importante è che sia piegata ad arte.

Proprio di ogni poesia, sai,
anche se non riuscita.

Poi col pensiero vai e mettici il cielo.

(da Tutto sempre di nuovo, 2000 - Traduzione di Gio Batta Bucciol)

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Mettici il cielo. Questo è il consiglio che dà il poeta tedesco Jürgen Theobaldy (Strasburgo, 1944) a chi legge le poesie. Perché solo così, mettendoci la nostra fantasia, i sogni e le aspirazioni, i desideri e le passioni, i ricordi e le esperienze, possiamo fare davvero nostra una poesia.

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Aereo

IMMAGINE © ETSY

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LA FRASE DEL GIORNO
La pagina bianca o coperta solo di punteggiatura è come una gabbia senza uccello. La vera opera aperta è quella che chiude la porta: il lettore, aprendola, fa scappare l’uccello, il testo
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OCTAVIO PAZ, Corrente alterna

3 commenti:

Luciana Bianchi Cavalleri ha detto...

In altre parole... mettici il cuore! :-)

(Grazie per la tua abilità nel trovare, selezionare, proporre sempre stimoli e suggestioni di qualità, Daniele)
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luciana (comoinpoesia)
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Vania ha detto...

:)...bella !

..e mi piace la foto che hai abbinato...leggera/soffice come la poesia.:)

..aggiungo:
..nuvola/zucchero filato:)

ciaoo Vania:)

DR ha detto...

grazie... La poesia mi ha colpito subito tra le altre di Theobaldy. Ci ho messo il cielo e il mio aeroplanino di carta e l’ho fatta mia. Le poesie devono volare. Chiuse nei libri o nei cassetti non servono a nulla...

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