venerdì 6 settembre 2013

L’oblio

 

SUSANA CATTANEOsusana_cattaneo

SARÒ LA LUCE

Sarò la luce
che splende
su tutte le penombre.
L’inverno
di ogni amante.
L’erosione del mare
che fa lisce le pietre.
Le tempeste
che scalzeranno le radici.
La notte d’argento
su un oceano silenzioso.
Quella vacanza.
Quel viaggio.
Ogni sera vissuta nella pioggia.
Sarò
le orme sulla spiaggia
in altri mondi.
Il sale dell’Oriente.
Lontananze di porti
e leggende.
La straniera errante.
Quella che incontri
sui tuoi passi.
Sarò ogni cosa.
Sarò l’oblio.

(da Lluvia sobre toda soledad, 2003)

.

Tutto il tempo muta e consuma lentamente, inesorabilmente. “Vassene ‘l tempo e l’uom non se n’avvede” dice Dante nel Purgatorio. E tutto diventa oblio, prima o poi, come evocano le immagini scelte dalla poetessa argentina Susana Cattaneo (Buenos Aires, 1945):  cose perdute, cose lontane, cose dimenticate, cose cancellate. Sembra un male l’oblio, ma non lo è, è solo una sospensione della memoria, come chiosa Milan Kundera: “L'oblio ci riconduce al presente, pur coniugandosi in tutti i tempi: al futuro, per vivere il cominciamento; al presente, per vivere l'istante; al passato, per vivere il ritorno; in ogni caso, per non ripetere. Occorre dimenticare per rimanere presenti, dimenticare per non morire, dimenticare per restare fedeli”.

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INSTALLAZIONE DI RASHAD ALAKBAROV

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LA FRASE DEL GIORNO
L’oblio è l’unica vendetta e l’unico perdono.
JORGE LUIS BORGES

2 commenti:

Vania ha detto...

..un bell'impegno...è già impegnativa leggerla questa poesia.:)

ciaoo Vania:)


..bella é!!!!

DR ha detto...

abbastanza oscura... ma alla fine sono tutte cose che erodono il tempo e mutano faccia alla realtà

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