sabato 3 agosto 2013

Un bianco e compatto poema

 

VITTORIO SERENIVittorio Sereni

UN RITORNO

Sul lago le vele facevano un bianco e compatto poema
ma pari più non gli era il mio respiro
e non era più un lago ma un attonito
specchio di me una lacuna del cuore.

(da Gli strumenti umani, 1963)

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Abbiamo celebrato pochi giorni fa il centenario della nascita di Vittorio Sereni (1913-1983). Ma ecco che ci è rimasta appiccicata alle dita ancora una sua poesia: quattro soli versi di un’eleganza notevole per raccontare lo stato d’animo provato in uno dei tanti ritorni da Milano a Luino, sua città natale. È facile immaginare il Lago Maggiore, scorgere la sponda opposta, e quest’uomo alla balaustra con il vento che gli spettina i capelli e gli gonfia la giacca impeccabile. C’è tutto in una sola quartina: le radici, la consapevolezza di essere lontano e quindi di appartenere ancora e allo stesso tempo di non appartenere più a quel luogo, come un esule.

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60256

DEREK HARE, “SUMMER HAZE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Improvvisa ci coglie la sera. / Più non sai / dove il lago finisca; / un murmure soltanto /sfiora la nostra vita / sotto una pensile terrazza.
VITTORIO SERENI, Frontiera

3 commenti:

Rosanna Bazzano ha detto...

Molto … serena… anzi composta, nella sua mestizia…
Bella…

:)

Vania ha detto...

...la trovo molto dolce.

bello..."gli strumenti umani"

ciaoo Vania:)

DR ha detto...

Sereni era un grande...

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