domenica 28 luglio 2013

Piede delicato

 

FRANÇOIS DE SAGON9788867230280

LODE DEL PIEDE

Piede per fattura comparabile alla mano,
piede fermo e sicuro, in posizione d’onore,
piede lo si osserva prima di coscia e Tettina,
piede sentinella di sera e di mattina,
piede come l’occhio necessario per guidare,
piede così adatto per ben condursi a caccia,
piede dove han dimora grazia e portamento,
piede che natura ha eletto a nostro sostegno,
piede che ci serve per abbattere il muro,
piede disposto a far volare il corpo,
piede cui la mano mostra affezione,
piede dove si fonda la nostra protezione,
piede per dominare il campo in ogni punto,
piede che incrina, spezza e fende il ghiaccio,
piede morto, piede vivo, che danza, che oscilla,
piede che sorregge la figura del portamento,
piede che di molti luoghi può darci l’apertura,
piede persegue l’amorosa avventura,
piede al bisogno si arresta o corre,
piede risoluto a far corte regale,
piede con bravura piroetta, piede cui si affidano gesto e portamento,
piede sostegno del corpo fondamento,
piede grazioso di chi non è tra i forti,
piede ben costante, piede che ci guida all’arca,
piede che accresce il desiderio camminando,
piede onorato da una lunga gamba,
piede decorato da una lunghezza mediana,
piede fatto agile dai nervi, sopra
piede attento a non essere fragile, secco e netto,
piede che sostiene l’arca dello stanzino,
piede delicato, sensitivo e tenero,
piede coi segnali fa intendere amore,
piede sproporzionato per lungo e per traverso,
piede arricchito da cinque dita diverse,
piede innamorato dell’altro senza invidia,
piede che può salvare la vita,
piede misurato, nei suoi passi regolato,
piede che segue l’altro con ordine e a compasso,
piede che senza rimane prigioniero, il corpo
piede di cui hai bisogno ad ogni ora, il corpo
piede di tutte le discordie persegue la pace,
dunque segue l’ordine e il trionfo del corpo, il piede.

(da Lodi del corpo femminile, poeti francesi del Cinquecento tradotti da poeti italiani,  Mondadori, 1984 – Traduzione di Antonio Porta)

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I “Blasons du corp féminin” sono un genere molto particolare, dal sapore petrarchesco, sospeso tra Medioevo e Rinascimento: i poeti, in una sfida lanciata da Clément Marot, si divertivano a raccontare il corpo femminile, decantandone le lodi e la bellezza, dedicandosi ad una singola sua parte e descrivendone particolarità e funzioni in un gioco di metafore. L’oscuro François de Sagon, del quale si sa che visse nel XVI secolo, era un ecclesiastico, curato di Beauvais e acerrimo rivale del ben più talentoso Marot. Nel 1537 pubblicò a Lione il Blason du pied avec les autres blasons anatomiques du corps féminin. Dunque, come si evince, Sagon era attratto principalmente dai piedini, tanto da averli anteposti a qualsiasi altra parte del corpo femminile…

La raccolta, tradotta da poeti italiani, da cui è tratta questa poesia, uscì nel 1984 per Mondadori, ed è ora di nuovo in libreria, edita da SE.

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Feet

INNES McDOUGALL, “FEET”

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LA FRASE DEL GIORNO
Piuttosto perdonare un brutto piede che delle brutte calze.
KARL KRAUS, Detti e contraddetti

3 commenti:

Paolo ha detto...

aaaah, iiiih, Eh! Arciprete, che mi combina? E la tettina? E la topina?
Trecento versi per un solo piede...un milione tutto il resto ne richiede!

DR ha detto...

bella quartina...

(naturalmente anche l'arciprete ha poi commentato tutto il resto, senza nulla dimenticare)

Vania ha detto...

...simpatica...da leggere "passo per passo" :)

ciaoo Vania:)

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