domenica 14 luglio 2013

Perfino le poesie

 

BORIS RHYZYRyzhy

NON HO CAMMINATO NEI TUOI SOGNI

Non ho camminato nei tuoi sogni,
né mi sono mostrato in mezzo alla folla,
non sono apparso nel cortile
dove pioveva o meglio cominciava
a piovere (questo verso
lo cancello e non lo sostituirò),
era allettante credere, come uno stupido,
che ti avrei incontrato presto,
eri tu che mi apparivi in sogno
(e mi prendeva una dolce tenerezza),
mi sistemavi i capelli sulle tempie.
Quell'autunno perfino le poesie
in parte mi riuscivano bene
(però mancava sempre un verso o una rima
per essere felice).

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Un poeta graziosamente fuori dal suo tempo il russo Boris Ryzhy (1974-2001): a leggere questi versi non sembra di essere sul finire dello scorso millennio ma più indietro, ai tempi di Osip Mandel’stam o di Sergej Esenin, l’epoca d’oro della poesia russa. Siamo invece nella Russia di Eltsin e di Putin: e il povero Boris, oppresso dalla depressione e dallo smodato uso di stupefacenti e di alcol, a 26 anni si uccide, convinto così di ottenere la fama che non gli arride, come capitò post mortem al suo idolo Esenin.

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jay-painting-3-hand-in-rain

JAY FANCHER, “HAND IN RAIN”

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LA FRASE DEL GIORNO
Tu fratellino, per natura, sei un poeta. / Tutto questo è accaduto a te / Per il tuo racconto prezzo non c’è
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BORIS RHYZY

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