venerdì 28 giugno 2013

Occhi come stelle

 

GUILLAUME APOLLINAIREGuillaume_Apollinaire_foto

LE NOSTRE STELLE

La tromba suona e risuona
Suona, si spengono i fuochi.
Il mio povero cuore ti dono
Per uno sguardo dei tuoi begli occhi
Un solo moto della tua persona.

Sono le dieci, tutto è spento,
Ascolto russare la caserma,
Viene dal Nord il vento,
La luna mi fa da lanterna
Grida un cane alla morte il suo lamento.

La notte si consuma lenta lenta,
Rintoccano le ore lentamente
Tu che fai o mia bella indolente
Mentre vegliando il tuo amante
Ti sospira lontana e si tormenta?

E io cerco nel cielo stellato
Dove sono le stelle gemelle -
Mio destino che al tuo è legato
Ma dove sono le nostre stelle?
O cielo, campo di grano incantato!

La notte si consuma dolcemente
Sereno alfine m'addormento.
I tuoi occhi che vegliano il tuo amante
Non sono forse, mia bella indocile,
Le nostre stelle del firmamento?

(da Poèmes à Lou, 1955 – Traduzione di Luciano Luisi)

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Una canzone di guerra, una canzone d’amore questa di Guillaume Apollinaire (1880-1918), una delle tante che il poeta francese dedicò a Louise de Coligny-Châtillon, contessa dalla vita libera con la quale intrecciò una relazione durata poco più di sei mesi con l’intralcio della prima guerra mondiale, nella quale Apollinaire si era immerso da volontario dopo aver ottenuto la cittadinanza. E dunque come un ragazzino romantico o un soldatino di primo pelo, lui trentaquattrenne, si lancia nell’azzardato paragone tra le stelle del cielo e gli occhi dell’amata.

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Van_Gogh_-_Starry_Night_-_Google_Art_Project

VINCENT VAN GOGH, “DE STERRENNACHT”

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LA FRASE DEL GIORNO
L’amore è libero, non è sottomesso mai al destino
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GUILLAUME APOLLINAIRE

1 commento:

Vania ha detto...

..qui brilla la luce del suo amore/passione.:)

ciaoo Vania:)

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