lunedì 3 giugno 2013

Le cose consumate

 

LAUREANO ALBÁN2006-laureano-alban

GLI INFIMI CREPUSCOLI

A Conchita Rafael Morales

Amo le cose che consumate brillano
come se i crepuscoli fossero
fermi in esse ardendo per sempre.

I bordi delle sedie raffinati
dalla devozione chiara delle dita.
I bicchieri trasparenti per servire
sorgenti distanti.
I selciati sottomessi all’ombra.
Le vesti sfilate dall’aria.

Amo la loro affaticata servitù
di diamante appagato,
la sommessa passione dei loro silenzi.

Amo la loro anima d’autunno che fu alta
e condivise gli occhi del miracolo.

Il loro modo di darci l’oblio,
senza pianto né violenza,
come una saggia prossimità che splende,
come la mano dell’amore senza nessuno.

Amo i libri vecchi
manipolati dalla luce,
i ciottoli che stanno nella mano
dove ardono paesaggi lontanissimi.

Perché va verso l’addio la loro lenta musica,
si abbracciano all’ombra senza gemere,
silenziose come il fuoco dimenticato delle lampade
che restano sole al giungere dell’alba.

(da Herencia del otoño, 1980 - Traduzione di Tomaso Pieragnolo)

.

Laureano Albán (Turrialba, 1942) è un poeta del Costarica, esponente del movimento trascendentalista, di cui nel 1974 redasse il manifesto: “L’esperienza trascendentale è dunque possibile, quotidiana e naturale. Niente vi è in essa di irraggiungibile o di alieno alle nostre capacità di comprensione. È un’esperienza propria dell’uomo, sua e spontanea. E grazie ad essa esiste la poesia”. Un romanticismo di ritorno che si può apprezzare in questa lode anche un po’ crepuscolare alle cose logorate dall’uso, che alla fine altro non sono che l’emblema della vita vissuta, la memoria…

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Black-and-White-Still-Life

TIM DOLBY, “BLACK AND WHITE STILL LIFE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Il poeta dice l’ineffabile, utilizza il linguaggio indiretto. Non si può andare oltre la mente razionale con il linguaggio razionale. La bellezza è l’ombra di Dio sull’universo, come scrisse Platone
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LAUREANO ALBÁN, ArtStudio Magazine, 15 aprile 2004

5 commenti:

Paolo ha detto...

Mica male. Un po' contorto, inutilmente (o eccessivamente? )arzigogolato. Però:luminoso.

DR ha detto...

concordo, una caratteristica comune ad altri poeti centro e sudamericani. Forse è nel loro dna coloniale

Vania ha detto...

..mi piace ..mi piace...MI PIACE:)

ciaoo Vania:)

..quel calore/colore delle cose.:)

DR ha detto...

il calore delle cose consunte, bello

Tra cenere e terra ha detto...

E' nelle mie corde, grazie...

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