sabato 15 giugno 2013

La strada

 

LEAH GOLDBERG200px-Leah_Goldberg_1946_edited

STROFE IN FONDO ALLA VIA, 1

La strada è bellissima - disse il ragazzo
La strada è assai faticosa - disse il giovane
La strada è molto lunga - disse l'uomo
Il vecchio si adagiò sul ciglio della strada.

Un tramonto d'oro e di rubino gli colora la canizie
L’erba brilla ai suoi piedi, rugiada della sera
L’ultimo uccello del giorno canticchia sopra la sua testa:
ti ricordi ancora quanto era bella, faticosa e lunga, la strada?

(da Antologia, 1970 - Traduzione di Sarah  Kaminski ed Elena Loewenthal)

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È una favola sul tempo, questa della poetessa israeliana di natali prussiani Leah Goldberg (1911-1970): rievoca antichissime riflessioni, probabilmente ataviche e connaturate all’umanità. Versi che riecheggiano il celebre indovinello posto dalla Sfinge a Edipo - Qual è quell’essere che al mattino viaggia a quattro zampe, di giorno con due zampe e di sera con tre? - per rappresentare quella che è la nostra vita con tutte le speranze dell’esuberante gioventù, con la presa di coscienza delle difficoltà che incontriamo sul nostro cammino fino alla stanchezza della vecchiaia. Noi tutti siamo quel ragazzo che diventa un giovane adulto e poi un uomo e poi un anziano. La cosa più interessante è che incarniamo in noi tutte quelle fasi e abbiamo memoria delle speranze del ragazzo, delle vie intraprese o abbandonate dal giovane, delle azioni dell'uomo. Non ci serve nemmeno guardare indietro su quella strada, perché quella strada è anch’essa dentro di noi.

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FOTOGRAFIA © FLOYD HOLDMAN

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LA FRASE DEL GIORNO
Di memorie d’amore / gli anni hanno adornato il mio viso / segnandomi i capelli di lievi filigrane grigie: / son diventata così bella.
LEAH GOLDBERG

1 commento:

Vania ha detto...

...il tempo "vissuto/ascoltato"..molto molto bella.

ciaoo Vania:)

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