mercoledì 8 maggio 2013

Non posso darti di più

 

PEDRO SALINASSalinas

XXIII. IO NON POSSO DARTI DI PIÙ

Io non posso darti di più
Non sono più di quello che sono.

Ah come vorrei essere
sabbia, sole in estate!
Che ti sdraiassi
rilassata a rilassarti.
Che mi lasciassi
il tuo corpo quando te ne vai, orma,
tenera, tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
su di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla testa ai piedi
bruno.

Ah come vorrei essere
vetro, o stoffa o legno
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
e nacque a tremila chilometri!
Essere
la materia che ti piace,
che tocchi tutti i giorni
e che vedi già senza guardare
vicino a te, le cose
- collana, boccetta, seta antica -
di cui, quando senti la mancanza
chiedi: "Ah! dov'è?"

Ah come vorrei essere
un'allegria fra tutte,
una sola, l'allegria
di cui ti rallegri tu!
Un amore, un amore solo:
l'amore di cui tu ti innamoreresti.

Però
non sono più di quello che sono.

(da La voce a te dovuta, 1933)

.

Eccolo ancora Pedro Salinas (1891-1951), con il suo tormentato amore per la professoressa americana Katherine Prue Reding. Il poeta spagnolo deve fare i conti con tante variabili: la moglie Margarita, la lontananza che porta l’amante a 3000 chilometri di distanza, negli Stati Uniti, l’impossibilità di darle tutto quanto il suo essere. Resta il desiderio di un amore totale e totalizzante, disposto a trasformarsi in pura materia per essere di continuo a contatto con l’amata.

.

25939

ANDREW WYETH, “CHRISTINA’S WORLD”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
Muore solo / un amore che smette di essere sognato.
PEDRO SALINAS

3 commenti:

Vania ha detto...

..travolgente...secondo me..espande un eco..questa poesia.
Ciaoo Vania:)

Paolo ha detto...

Stracotto il giovine, eh? Quella che mio padre ( toscano maremmano ) chiamava " un'inficatura...."

DR ha detto...

eh, il maremmano... :-)

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