giovedì 2 maggio 2013

E nemmeno un rimpianto

 

EDGAR LEE MASTERSMasters

IL VOLINISTA JONES

La terra ti suscita
vibrazioni nel cuore: sei tu.
E se la gente sa che sai suonare,
suonare ti tocca, per tutta la vita.
Che cosa vedi, una messe di trifoglio?
O un largo prato tra te e il fiume?
Nella meliga è il vento; ti freghi le mani
perché i buoi saran pronti al mercato;
o ti accade di udire un fruscio di gonnelle
come al Boschetto quando ballano le ragazze.
Per Cooney Potter una pila di polvere
o un vortice di foglie volevan dire siccità;
a me pareva fosse Sammy Testa-rossa
quando fa il passo sul motivo di Toor-a-Loor.
Come potevo coltivare le mie terre,
- non parliamo di ingrandirle -
con la ridda di corni, fagotti e ottavini
che cornacchie e pettirossi mi muovevano in testa,
e il cigolìo di un molino a vento - solo questo?
Mai una volta diedi mani all'aratro,
che qualcuno non si fermasse nella strada
e mi chiedesse per un ballo o una merenda.
Finii con le stesse terre,
finii con un violino spaccato -
e un ridere rauco e ricordi,
e nemmeno un rimpianto.

(da Antologia di Spoon River, 1916 – Traduzione di Fernanda Pivano)

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Dopo La collina e Francis Turner presento un’altra delle poesie di Edgar Lee Masters (1868-1950) che Fabrizio De André inserì con libero adattamento nel suo bellissimo concept album del 1971 Non al denaro, non all’amore né al cielo. Il violinista Jones è uno dei pochi nella raccolta di Masters a dichiararsi felice e soddisfatto della sua vita: per non avere nemmeno un rimpianto si è affidato alla libertà, suonando quando ne aveva voglia, divertendosi, sorridendo, rendendo allegra la gente.

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fiddlerpainting

PAULA BLASIUS McHUGH, “THE FIDDLER”

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LA FRASE DEL GIORNO
Un musicista deve aprire il cuore per renderci migliori.

HANS WERNER HENZE

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