mercoledì 3 aprile 2013

Fammi rinascere

 

HOMERO ARIDJISAridjis

SO COSA PENSI DI ME

So cosa pensi di me
perché gli occhi ti frugano dentro
e trattieni sulle labbra
un sorriso che sanguina
Ma sei lontana
e quello che pensi
non può penetrarmi
ti grido Vieni,
apri in due la mia solitudine
e muovi in essa il tuo canto
fai girare questo mondo fermo
Ti dico Vieni,
fammi rinascere sulla terra.

(da Los ojos desdoblados, 1960)

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“E le mie mani che ti afferravano, / le mie braccia che ti cercavano / non potevano afferrarti, / non potevano raggiungere il tuo corpo, il tuo sguardo”. Homero Aridjis (Michoacán, 1940), poeta messicano, già altrove aveva espresso con questo suo surrealismo mistico la ricerca dell’amore – nel senso più nobile, anche quando si trasforma in erotismo – che Luis Buñuel aveva sintetizzato come “l’ultimo Adamo” posto di fronte alla sua Eva scomparsa. Appare chiaro nella poesia di oggi il ruolo di questa donna, che diventa la maieuta che sa trarre alla luce, che sa come riportare la vita ma che rimane tuttavia lontana, “vergine e madre” come una Madonna, leggera tanto da volare nell’aria come una “farfalla di luce”.

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magritte  the ignorant fairy

RENÉ MAGRITTE, “LA FATA IGNORANTE”

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LA FRASE DEL GIORNO
Lasciami / sono pieno di te, / non ti perderò
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HOMERO ARIDJIS

2 commenti:

Vania ha detto...

...un "fossile" questa poesia.

..la vedo così:)
ciaoo Vania


..l'immagine è intonata...ma a me non piace il volto di questa donna.:)

DR ha detto...

fossile fa pensare ad ere geologiche lunghissime... però il concetto di lontananza c'è

la donna del ritratto è Anne-Marie Crowet, figlia di un amico di Magritte, che disse di lei: “Capita che un ritratto faccia in modo di rassomigliare al suo modello, ma ci si può augurare che il modello procuri di rassomigliare al ritratto”.

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