sabato 19 gennaio 2013

Tu, che non sei il mio amore

 

PEDRO SALINAS

IV. SE MI CHIAMASSI, SÌ

Se mi chiamassi, sì,
se mi chiamassi!
Io lascerei tutto,
tutto io getterei:
i prezzi, i cataloghi,
l'azzurro dell'oceano sulle carte,
i giorni e le loro notti,
i telegrammi vecchi
e un amore.
Tu, che non sei il mio amore,
se mi chiamassi!

E ancora attendo la tua voce:
giù per i telescopi, da una stella
attraverso specchi e gallerie di anni bisestili
può venire. Non so da dove.
Dal prodigio, sempre.
Perché se tu mi chiami
sarà da un miracolo,
ignoto, senza vederlo.

(da La voce a te dovuta, 1933)

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Addentriamoci ancora nell’intricato amore del poeta spagnolo Pedro Salinas (1891-1951), declinato nelle 70 poesie di La voce a te dovuta, processo di analisi del sentimento e delle proprie emozioni contrastate nel ménage a trois – gli altri lati del triangolo amoroso sono l’amante americana Katherine R. Whitmore e la moglie Margarita. La poesia proposta oggi, ancora nella primissima fase dell’innamoramento, trova un’eco nelle parole di una delle lettere di Salinas a Katherine, pubblicate solo nel 2002 e in grado di dare nuova luce e chiarezza a tutta la raccolta: “La mia anima, la mia vita hanno bisogno di sapere che il tuo amore è possibile, lontano o vicino, tra le tue braccia o con la tua ombra”.

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3_Peregrine Heathcote

DIPINTO DI PEREGRINE HEATHCOTE

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LA FRASE DEL GIORNO
Non ho bisogno di tempo  / per sapere come sei: / conoscersi è luce improvvisa
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PEDRO SALINAS, La voce a te dovuta

3 commenti:

Vania ha detto...

...un Amore...da scrivere...da esporre in qualche modo.

"ottima vetrina"...questa poesia.

ciaoo Vania:)

Vania ha detto...

..."scrivere"..."raccontarselo"

DR ha detto...

un amore che diventa poesia per restare vivo

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