martedì 1 gennaio 2013

Primo gennaio

 

EUGENIO MONTALE

IL PRIMO GENNAIO

So che si può vivere
non esistendo,
emersi da una quinta, da un fondale,
da un fuori che non c’è se mai nessuno
l’ha veduto.
So che si può esistere
non vivendo,
con radici strappate da ogni vento
se anche non muove foglia e non un soffio increspa
l’acqua su cui s’affaccia il tuo salone.
So che non c’è magia
di filtro o d’infusione
che possano spiegare come di te s’azzuffino
dita e capelli, come il tuo riso esploda
nel suo ringraziamento
al minuscolo dio a cui ti affidi,
d’ora in ora diverso, e ne diffidi.
So che mai ti sei posta
il come – il dove – il perché,
pigramente rassegnata al non importa,
al non so quando o quanto, assorta in un oscuro
germinale di larve e arborescenze.
So che quello che afferri,
oggetto o mano, penna o portacenere,
brucia e non se n’accorge,
né te n’avvedi tu animale innocente
inconsapevole
di essere un perno e uno sfacelo, un’ombra
e una sostanza, un raggio che si oscura.
So che si può vivere
nel fuochetto di paglia dell’emulazione
senza che dalla tua fronte dispaia il segno timbrato
da Chi volle tu fossi…e se ne pentì.
Ora,
uscita sul terrazzo, annaffi i fiori, scuoti
lo scheletro dell’albero di Natale,
ti accompagna in sordina il mangianastri,
torni indietro, allo specchio ti dispiaci,
ti getti a terra, con lo straccio scrosti
dal pavimento le orme degli intrusi.
Erano tanti e il più impresentabile
di tutti perché gli altri almeno parlano,
io, a bocca chiusa.

(da Satura, 1971)

.

Anno nuovo, finalmente. Anno tutto da scrivere, pronto alle speranze e ai desideri, quello che in questa poesia di Eugenio Montale (1896-1981) incarna la “Mosca”, la moglie del poeta Drusilla Tanzi, il cui riso esplode nel ringraziamento mentre ripulisce la casa dal passaggio degli ospiti nel veglione di San Silvestro. Tutto il contrario di Montale, che invece si fa quasi larva, nella sua convinzione che si possa vivere senza esistere o esistere senza vivere: questa scissione, che è alla base della celeberrima “teologia negativa” montaliana, lo fa diventare quasi un oggetto di scena sulla quinta della casa, privo anche del lumino del “minuscolo dio” cui la “Mosca” invece si affida.

Ancora Buon Anno!

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IMMAGINE © TECHMYND

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LA FRASE DEL GIORNO
Augurarsi e augurare che l'anno nuovo risulti migliore del precedente è consuetudine antica. E significativa. Ci dice come in tutta la storia dell'umanità non ci sia mai stato un anno così ben riuscito da chiedergli il bis.
PINO CARUSO, Ho dei pensieri che non condivido

2 commenti:

Vania ha detto...

...in un "modo" o nell'altro...come i poeti...Noi ci accingiamo a scoprire questo 2013:)

ciaoo Vania:)

DR ha detto...

meglio entrarci con lo spirito della moglie di Montale

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