mercoledì 16 gennaio 2013

L’ora di sera


UMBERTO BELLINTANInt203_01

DOLCE CHIUDE L’ORA DI SERA

Forse non esiste Dio. Forse
solo il rapporto
fra noi esiste e gli alberi
annosi o appena d'anni
uno e le erbe
e i coccodrilli e il buon tepore
della sera. Non v'è
che poi la morte ed altro ancora
innanzi ad essa da soffrire. Ma poi tutto
per lei si placa; e in noi s'alterna
timore d'essa e quieta attesa
del suo riposo:
                                                             così
oggi è da porre questo giorno fra non quelli
di sofferenza e sgomento: dolce chiude
l'ora di sera col risorgere di una
ampia stellata. Dunque
forse soltanto un dolcissimo rapporto
fra noi e il tutto fa ponte e il tempo passa
lento e veloce.

(da E tu che m’ascolti, Mondadori, 1963)

.

La sera scende e quando il buio improvvisamente cade a sciogliere l’ultimo residuo del crepuscolo ci sorprendiamo spesso immersi in riflessioni sul giorno trascorso, sulle nostre vite. È l’ora delle meditazioni esistenziali, del ripiegamento su di sé. Così, al termine di un giorno normale, senza avvenimenti di rilievo, il poeta mantovano Umberto Bellintani (1914-1999) resta a indagare i “massimi sistemi”.

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image

THOMAS MORAN, “EASTHAMPTON”

.

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LA FRASE DEL GIORNO
Oh ma questa vita ha bisogno di spazi ampi come  / l'universo,  / e di tremende notti, e di burrasche dove / il grandioso mare s'esprima per tornare  / indi in bonaccia per dirci come immenso / è il suo respiro
.
UMBERTO BELLINTANI, Nella grande pianura

3 commenti:

Paolo ha detto...

Bella.

Vania ha detto...

...un bel leggere...un "dolce" leggere.


...Paolo...qui sopra... ha detto bene...bella!:)

ciaoo Vania

Vania ha detto...

p.s....la fortuna che i poeti fanno ricordare anche queste cose....
...così di fretta che si va....
..le "togliamo"...molte volte.

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