sabato 8 dicembre 2012

Lontano


CARILDA OLIVER

LETTERA II


Piove sulla sera e sul tuo ritratto.
La farfalla cura la sua allegria.
Dentro il calamaio è rimasta vuota
la penna con cui scrivo. Dorme il gatto.


Io guardo il sale, guardo la mia scarpa,
guardo la sera che diventa fredda.
Non mi appartiene nulla. Si direbbe
che il cielo per poco ha traslocato.


Ora che la brezza prega e il mare arde
le ragazze appostate nella sera
si sorrideranno dentro ogni specchio.


Poiché è domenica e nessuno piange,
ho tirato nel tempo i miei garofani
senza pensare a dove sei. Lontano.


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La lontananza. Quella che “fa all'amore quello che il vento fa al fuoco: spegne il piccolo, scatena il grande” secondo Bussy-Rabutin messo in canzonetta da Domenico Modugno. La lontananza che dovrebbe alimentare la passione e rinvigorirla. Eccola qui, in questi versi della poetessa cubana Carilda Oliver (Matanzas, 1922): diventa una lettera non scritta e non spedita – ah, che romanticismo nel tempo in cui i telefoni non erano oggetti di uso così comune! Una sera di pioggia, una farfalla che sbatte impazzita le ali, il sole che tramonta e arrossa il mare e quell’assenza che fa male, a dispetto di Bussy-Rabutin e di Domenico Modugno.

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JEAN CHEYNE, “STORM CLOUDS OVER EIGG”
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LA FRASE DEL GIORNO
L’oggetto amato risiede nella lontananza.

UMBERTO ECO, L’isola del giorno prima

3 commenti:

Vania ha detto...

...mi fa sorridere la poesia e la tua spiegazione....uomo d'altri tempi:))
ciaooVania

Vania ha detto...

...mi sono dimenticata d'altri tempi tra virgolette...mi è venuto di getto il pensiero.:))

ciaoo Vania:)

DR ha detto...

sì, come Gozzano "sento d'esser nato troppo tardi"

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