domenica 11 novembre 2012

Una rosellina in un bicchiere


JAROSLAV SEIFERT

ESSERE POETA


Da lungo tempo la vita mi ha convinto
che musica e poesia
sono al mondo le cose più belle
che la vita può darci.
Oltre all’amore, ovviamente.

In una vecchia antologia,
stampata all’epoca dell’Imperialregia libreria
nell’anno in cui morì Vrchlický,
cercai una trattazione di poetica
e di stili di poesia.

Poi misi una rosellina in un bicchiere,
accesi una candela
e iniziai a scrivere i primi versi.

Divampa pure, fiamma di parole,
ardi,
magari mi bruciassi le dita!

Una sorprendente metafora vale più
di un anello d’oro al dito.
Ma perfino il rimario di Puchmajer
a nulla mi servì.

Invano raccolsi i pensieri
e spasmodicamente chiusi gli occhi
per udire il primo meraviglioso verso.
Nell’oscurità, invece di parole
scorsi un sorriso di donna e nel vento
una chioma svolazzante.

È stato il mio destino.
Dietro di lui ho arrancato senza respiro
per l’intera vita mia.


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Sto leggendo l’antologia del poeta ceco Jaroslav Seifert (1901-1986), Premio Nobel per la Letteratura 1984. Questa può essere considerata la sua dichiarazione poetica, semplificata nella lettura per il Nobel con la frase “Sono nato per essere un poeta lirico, e lo sono sempre restato”: quell’immagine di un ragazzo che “decide” di scrivere poesia e crea l’atmosfera accendendo una luce e mettendo sul tavolo una rosa è l’emblema di questo desiderio che potremmo definire “romantico”. Naturalmente, le poesie non si scrivono così, ma vengono da sole, si impongono con impellenza o sedimentano per giorni e giorni prima di essere scritte. Seifert imparò presto a riconoscerne la voce, a seguirla nel vento: in breve, se ne innamorò.

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VLADIMIR TRETCHIKOFF, “WEAPING ROSE”
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LA FRASE DEL GIORNO
E infine, il paradiso perduto ricercato dall’emozione estetica non è il regno del lirismo? Non è la stessa poesia lirica uno dei principali creatori e interpreti della visione di questo paradiso?

JAROSLAV SEIFERT, Lettura per il Nobel, dicembre 1984

2 commenti:

Vania ha detto...

...la trovo simpatica la poesia....e mi piace il suo "accendere" parole .... così da lasciare una "ventata di profumo"...persistente.:)

ciaoo Vania

DR ha detto...

a me piace molto il profumo delle rose: elegante, raffinato ma contemporaneamente semplice

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