giovedì 15 novembre 2012

L’assalto dei ricordi

 

ÁNGEL GONZÁLEZ

A MANO AMATA

A mano amata,
quando la notte impone la sua consueta insonnia
e trasforma
ogni minuto nell’anniversario
di tutti gli eventi di una vita;

lì,
nell’angolo più buio dell’abbandono
dove mai e ieri incrociano le ombre,

i ricordi mi assalgono.

Alcuni impugnano il tuo sguardo verde,
                                                       altri
mi puntano alla schiena
l’anima bianca di un sogno lontano,
e con voce inudibile,
con implacabili labbra silenziose,
                                                mi intimano:
l’oblio o la vita!

Riconosco i volti.
                          Non sottraggo il corpo.

Chiudo gli occhi per vedere
e sento
che mi pugnala freddo,
con giustezza,
questo ferro vecchio:
                               la memoria.

(da A todo amor, 1988)

.

La notte, nel buio, capita di non prendere sonno e di abbandonarsi ai ricordi: anzi, è come se essi venissero in cerca di noi, è come se accavallassero le loro emozioni e le intrecciassero. Il poeta spagnolo Ángel González (1925-2008) con il notevole gioco di parole che dà il titolo alla poesia, se li figura come un assalto, come un attacco all’arma bianca cui però siamo noi stessi a sottoporci con volontà, desiderosi di farci ferire dalla lama sottile e fredda della nostalgia.

.

ILLUSTRAZIONE DI ROLAND TOPOR

.

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LA FRASE DEL GIORNO
Pericoloso entrare senza frustino nella gabbia dei ricordi. Mordono.
GESUALDO BUFALINO, Il malpensante

2 commenti:

Vania ha detto...

"....un percorso ad ostacoli...fino al traguardo"...:)

ciaoo Vania

DR ha detto...

eppure l'assalto dei ricordi sa essere anche piacevole, seppur dolce-amaro

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