venerdì 2 novembre 2012

Dormono sulla collina

 

EDGAR LEE MASTERS

LA COLLINA

Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l'abulico, l'atletico, il buffone, l'ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Uno trapassò in una febbre,
uno fu arso in miniera,
uno fu ucciso in rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
la tenera, la semplice, la vociona, l'orgogliosa, la felice?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.

Una morì di un parto illecito,
una di amore contrastato,
una sotto le mani di un bruto in un bordello,
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag -
tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
e il maggiore Walker che aveva conosciuto
uomini venerabili della Rivoluzione?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
e figlie infrante dalla vita,
e i loro bimbi orfani, piangenti -
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dov'è quel vecchio suonatore Jones
che giocò con la vita per tutti i novant'anni,
fronteggiando il nevischio a petto nudo,
bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti,
né al denaro, né all'amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary,
di ciò che Abe Lincoln
disse una volta a Springfield.

(da Antologia di Spoon River, 1915 – Traduzione di Fernanda Pivano)

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2 novembre, giornata dedicata alla Commemorazione dei Defunti. Un tempo non avevo molta simpatia per questa giornata – “ero giovane e sciocco” per dirla con Yeats – poi sono corsi via gli anni e i camposanti hanno cominciato a riempirsi di gente che ho conosciuto, che ho amato, persone con le quali ho condiviso un tratto più o meno lungo di vita. A febbraio di quest’anno si è aggiunta mia madre. E oggi non posso fare a meno di essere là, in quel piccolo cimitero di paese con i miei fiori e tutti i miei ricordi. Già che ci sono, guarderò in giro, tra angeli, Madonne piangenti, Cristi risorti, pietà dissimulate in fusioni di bronzo: e penserò che sotto ogni statua, che sotto ogni croce c’è quella che fu una vita con tutte le sue gioie e i suoi dolori, con i tormenti e le passioni, con le glorie e le disfatte. E mi sentirò come Edgar Lee Masters (1868-1950) sulla collina di Spoon River.

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Enlightenment

FOTOGRAFIA © DOMINIC KAMP

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LA FRASE DEL GIORNO
Alla minima contrarietà, e a maggior ragione al minimo dispiacere, bisogna precipitarsi nel cimitero più vicino, dispensatore immediato di una calma che si cercherebbe invano altrove. Un rimedio miracoloso, per una volta.
EMIL CIORAN, Confessioni e anatemi

2 commenti:

Vania ha detto...

...leggendo l'inizio..ho ricordato quando mi avevi spiegato cos'era l'Antologia di Spoon River.

...mi ha fatto sorridere questa poesia...così vera.

...giornata di commemorazione...giornata pregna di un sentimento l'Affetto.

ciaoo Vania :)

DR ha detto...

Affetto e memoria

qui un articolo di Ferdinando Camon che ho molto apprezzato

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