lunedì 26 novembre 2012

Dopo la sconfitta

 

ADAM ZAGAJEWSKI

LA SCONFITTA

Davvero sappiamo vivere solo dopo la sconfitta,
le amicizie si fanno più profonde,
l’amore solleva attento il capo.
Perfino le cose diventano pure.
I rondoni danzano nell’aria,
a loro agio nell’abisso.
Tremano le foglie dei pioppi,
solo il vento è immoto.
Le sagome cupe dei nemici si stagliano
sullo sfondo chiaro della speranza. Cresce
il coraggio. Loro, diciamo parlando di loro, noi, di noi,
tu, di me. Il tè amaro ha il sapore
di profezie bibliche. Purché
non ci sorprenda la vittoria.

(da Dalla vita degli oggetti, Poesie 1983-2005)

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Ha ragione il poeta polacco Adam Zagajewski (Lvov, Ucraina, 1945): solo le sconfitte ci sanno rigenerare, con il loro bagno di umiltà ci costringono a guardare le cose con occhi diversi, a risollevarci verso un empireo che credevamo nostro di diritto. Sbattere il muso contro il muro ci rende partecipi delle vite degli altri, ci accomuna nel loro destino di vita. Allora, ci togliamo la polvere di dosso, ci rialziamo e riprendiamo il cammino, consapevoli come Michel de Montaigne che “alcune sconfitte sono più trionfali delle vittorie”, perché da esse abbiamo appreso qualche cosa.

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GALATA MORENTE, MUSEI CAPITOLINI, ROMA

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LA FRASE DEL GIORNO
Ci vuole solo coraggio, o forse buon senso, per capire che le lezioni migliori sono di solito le più dure; e che spesso fra queste ultime c'è la sconfitta. A loro volta, queste riflessioni inducono a pensare che l'unico vero fallimento stia, in realtà, nel permettere alla sconfitta di avere la meglio su di noi.
ANTHONY CLIFFORD GRAYLING, Il significato delle cose

2 commenti:

Vania ha detto...

..."tenace" questa poesia.

ciaoo Vania :)


..la scelta della foto...interessante !!!

DR ha detto...

tenace sì, la forza di rialzarsi, di risollevarsi

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