martedì 9 ottobre 2012

Questa traccia esitante

 

LEONARDO SINISGALLI

QUANDO TORNA L’AUTUNNO

Quando torna l’autunno si fa tenera
La terra dei piazzali, la sera
Lunga al grido del venditore
D’erba corallina.
Sulla collina si accendono i fuochi,
È l’ora propizia ai giuochi.
Tu entri nel labirinto col piede
Leggero come un piede dipinto.
Questa traccia esitante senza fine
È la tua sorte, se passi il confine
La morte può cogliere nel segno.
Non lo sapevi tu re
Delle nostre sere segrete, lucifero
Nel nostro regno?
La tua ombra è rimasta nella rete,
Il tuo piede legato
Alla staffa del cavallo fulminato.

(da Vidi le Muse, 1943)

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L’autunno ha una sua predisposizione a far sorgere ricordi, a evocarli nelle sere brumose, nei primi tepori delle case. Così questa figura che torna nei versi del poeta lucano Leonardo Sinisgalli (1908-1981) si riaffaccia nel labirinto della memoria sotto forma di ombra, proiettata dalla luce interiore del ricordo, nel quale ormai soltanto vive. Una memoria labile e soffusa, resa fioca dal tempo trascorso, ma ancora dolorosamente presente, come il piede di un cavaliere rimasto nella staffa del cavallo stramazzato.

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MARK JOHNSON, “FIRE TREES”

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LA FRASE DEL GIORNO
Tutti quelli che se ne vanno ti lasciano sempre addosso un po' di sé... È questo il segreto della memoria? Se è così allora mi sento più sicura perché so… che non sarò mai sola…

FERZAN OZPETEK e GIANNI ROMOLI, La finestra di fronte, sceneggiatura

2 commenti:

Federica ha detto...

Che bella, è vero le sere d'autunno ti fanno venire in mente i ricordi e la meditazione è più facile.
A presto, Federica

DR ha detto...

È una sensazione simile a quella che provo a primavera, ma allora è un gusto euforico per la vita che rinasce... nelle sere d'autunno invece c'è la memoria, c'è la nostalgia.

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