martedì 16 ottobre 2012

Plurale, universale

 

JAIME LABASTIDA

ALBEGGIA

Parlo in larghi giri
perché plurale, universale mi sento.
E poi condivido la mia gioia,
forse senz’anima,
di certo senza corpo,
ma con me dentro.
È la crisi totale del mio sistema.

Smantello porte,
mi scardino,
implodo
come una casa del Vicereame,
e ti nomino
e ti nomino,
e sei quello che voglio lacerare,
addentare, il giorno ha parlato,
l’arancia vicina del tuo ventre.

Sorgo. Sorgiamo.
Siamo già una folla
aperta alle domande.

(da La feroz alegría, 1965)

.

Albeggia, fuori e dentro il poeta messicano Jaime Labastida (Los Mochis, 1939): l’esplosione di luce che divampa dall’oriente si trasmette alla sua anima o forse ancora più in là, all’interno di un retaggio ancestrale dell’umanità, è un allargarsi a contenere tutto il mondo, l’universo, a diventare pura luce, puro amore, gioia condivisa; è un sorgere, un rinascere nuovi come il giorno, desiderosi di apprendere e di conoscere, senza dare nulla per scontato.

.

CANDICE ALFORD, “GINGER DAWN”

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LA FRASE DEL GIORNO
I nostri corpi sono braci e illuminiamo / tutto quanto c’è nella stanza. / La gioia si accende. / Dai corpi che si baciano / viene questo parto della cenere. / Gli oggetti acquistano i loro profili di grazia e disegnano ombre
.
JAIME LABASTIDA, La feroz alegría

2 commenti:

Vania ha detto...

...intensifica...insomma questo plurale...colpisce/scalfisce.

..bella...ehhh.:)

ciaoo Vania

DR ha detto...

implode, esplode, condivide

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